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Recensione del convertitore Analogico Digitale JOPLIN

di  M2TECH

 

 

 

Introduzione:

 

Oggi torniamo ad occuparci di un prodotto della pisana M2Tech, nella fattispecie il convertitore ADC Joplin, un oggetto con alcune interessanti peculiarità: innanzitutto è capace di convertire un segnale analogico con una risoluzione massima di ben 32bit@384KHz, ovvero il massimo possibile attualmente; come se non bastasse, è capace di amplificare il segnale in ingresso fino ad un massimo di 65dB garantendo un rapporto segnale/rumore comunque superiore ai 100dB; cosa che, vedremo tra poco, torna molto utile per certe applicazioni....

Per finire, ecco l’ultima peculiarità: la presenza a bordo di un DSP che permette di equalizzare il segnale in ingresso con diverse curve pre-impostate, che coprono tutta la casistica delle produzioni in vinile dal 1900 ad oggi (ovviamente 78 giri compresi), oltre alla curva NAB specifica per le testine dei registratori a nastro, al filtro MPX utile per le radio analogiche e ad un filtro subsonico particolarmente performante (in caso di dischi ondulati).

In pratica, la possibilità di avere tutte le curve di equalizzazione insieme all’alto guadagno e rapporto segnale/rumore (impossibile da raggiungere con circuitazioni totalmente analogiche), fa del Joplin un’ottimo preamplificatore phono, adatto (anche se con qualche difficoltà, come diremo tra poco) anche ai fonorivelatori MC più “stitici”; se non ho contato male, in totale dovrebbero essere 27 curve diverse (direi che non è molto versatile, vero? ;-D)

 Descrizione tecnica:

Sul lato connessioni, il Joplin offre una coppia di ingressi analogici RCA forniti di morsetto di terra e un ingresso SPDIF sempre su RCA, utile per esempio per connettere una meccanica di trasporto (in modo da non spostare continuamente i cavi), mentre le uscite sono le seguenti:

una AES/EBU bilanciata, una SPDIF sbilanciata su connettore RCA, una ottica Toslink e una USB tibo B, l’unica che permette di arrivare ai 32bit@384KHz (le altre si fermano ad un campionamento massimo di 24bit@192KHz).

Del DSP a bordo e delle possibilità che questo offre (oltretutto impostabile a distanza grazie al telecomando in dotazione) ne abbiamo già parlato, percui credo che valga la pena di dire che la macchina è dotata di un FPGA appositamente programmato per ottimizzare il trasferimento dei dati acquisiti sulla porta USB (tecnologia di cui M2Tech è fin dall’inizio leader di mercato); naturalmente sulla scheda si vedono applicati tutti gli stratagemmi adatti in tema di riduzione del jitter e di disturbi sulle linee di alimentazione.

A proposito di alimentazione: l’unità è alimentata da un piccolo alimentatore inglobato nella spina, analogamente al DAC Young e, al pari di questo, può beneficiare dell’unità di alimentazione a batterie Palmer (opzionale), dimensionata per l’appunto in maniera tale da fornire corrente alle due unità in contemporanea.

L’unico piccolo difetto di questa macchina è dato dall’assenza di un sistema per variare l’impedenza di carico sui morsetti d’ingresso (è fissa sui canonici 47Kohm, perfetti per le testine MM), cosa indispensabile per ottenere il meglio dai fonorivelatori MC e che mi ha portato a saldare direttamente sui connettori del mio giradischi delle resistenze di carico adatte alla mia Benz.

 

  Le modalità della prova:

 

La durata della prova dell’oggetto questa volta è da record, visto che è metà maggio e che noi siamo in possesso del Joplin dallo scorso novembre (quando è stato presentato alla nostra manifestazione “Degustazioni Musicali” direttamente da Marco Manunta in persona), dopodichè è stazionato nel mio impianto personale (giradischi Clearaudio Champion con braccio Rega RB250 modificato e ricablato, testina Benz Wood L2, amplificazione Audio Research e diffusori Sonus Faber) oltre ad aver presenziato a tutte le serate della manifestazione ViniLE DOC; per finire, oltre all’ovvio ascolto collettivo nella sede del club, anche una bella passata nell’impianto full Sanders di Francesco (che naturalmente ringrazio); in mancanza del naturale compagno di squadra (YOUNG) come DAC sono stati usati sia quello interno al lettore NUVICD sia l’Arcam rDAC “turbizzato”.

Approfitto dell’occasione per ringraziare la M2Tech per l’enorme pazienza dimostrata nei nostri confronti.

 

 

 La prova:

 

Parlare delle performance sonore dell’oggetto è semplice e complicato allo stesso tempo: timbrica, ricostruzione prospettica, dinamica e tutti gli altri parametri audiofili dipendono unicamente da ciò che vi è collegato, a monte come a valle, alla macchina: il Joplin si limita esclusivamente a passare tutte, ripeto: TUTTE le informazioni che arrivano dal fonorivelatore direttamente al DAC, senza alterarle minimamente; dipenderà dal fonorivelatore (beh, ovviamente dal giradischi nel suo complesso) la quantità e qualità di queste informazioni, così come dipenderà dal convertitore a valle porre inalterate queste informazioni all’amplificazione, che lui di suo non toglie, non aggiunge e non modifica alcunchè.

Questo, ovviamente ci da un bel vantaggio, in quanto ci permette di ottimizzare tutta la catena di riproduzione escludendo la variabile “pre phono”, semplificandoci un poco tutto il lavoro e rendendolo anche più omogeneo tra le varie sorgenti disponibili, sia analogiche che digitali, visto che il suono lo fa per lo più ciò che gli sta a valle, dac in primis; usate il giradischi (sempre inteso come complesso) migliore che potete permettervi che questa elettronica lo valorizzerà al meglio.

 

Conclusioni:

 

Non c’è che dire, un altro centro pieno da parte della pisana M2Tech, che offre un prodotto performante e all’avanguardia sotto diversi punti di vista; analogamente al DAC Young, rimane il rammarico di non averla provata con un’alimentazione più performante.

Marco Franchi

 

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