27 marzo 2026
Dal 26 al 29 marzo 2026 AudioLai ha presentato i nuovi tre diffusori della famiglia STOOM, con ascolti a Roma negli ambienti del Mutable Flat Lab del musicista compositore Luca Longobardi e dell’Arch. Michele Rutigliano, in via Ciro da Urbino 35.
Questi nuovi diffusori Stoom, nelle versioni 6, 8 e 12 in ordine crescente di dimensioni, sono bass reflex amplificati a due vie, frutto di un intenso lavoro durato circa cinque anni dei fratelli Umberto e Stefano Lai.
L’idea alla base di questo progetto di AudioLai nasce dalle esigenze dettate da ambienti di medio e piccole dimensioni, come quelli abitativi domestici o di studi e laboratori professionali.
Tutti i diffusori della serie Stoom sono equipaggiati con woofer e trasduttori per trombe progettati e prodotti da un noto marchio europeo di eccellenza, con magneti e caratteristiche costruiti su specifiche AudioLai.
Come nella tradizione AudioLai, l’amplificazione dei tre modelli di Stoom è affidata a moduli in classe D, completati con DAC Delta-Sigma e DSP con due preset oltre all’equalizzazione flat di default, e alimentazione opportunamente filtrata.



I tre Stoom sono quindi completamente autonomi, già da soli costituiscono impianti completi, o meglio, da completare unicamente con la o le sorgenti: streamer, CD, giradischi, ecc. Gli ingressi disponibili sono i classici pin jack RCA, con altri bilanciati e anche una USB idonea per qualsiasi altro dispositivo: computer, smartphone, tablet ecc.
Da Mutable Flat Lab a Roma AudioLai ha presentato anche il nuovo trasporto di rete hi-end Momento come sorgente dei modelli Stoom 6 e 12, mentre per le Stoom 8 è stato impiegato l’affermato e completo Il Digitale, che già abbiamo potuto apprezzare nella sede AudioLai di Cortenova in provincia di Lecco, e alle ultime due edizioni di Degustazioni Musicali (2025 e 2026) a Lido di Camaiore.





Gli ascolti delle tre Stoom hanno confermato la bontà della progettazione dei fratelli Lai, che anche questa volta hanno concepito macchine Hi-Fi di alta qualità e, come scriverò più avanti, ben suonanti. Le Stoom sono inoltre adatte agli ambienti domestici di dimensioni medio-piccole, come gli appartamenti più diffusi ovunque, specialmente nelle grandi città e anche nelle cittadine, dove spesso è difficile disporre di un ambiente sufficiente ed adatto per installare impianti di alta fedeltà degni di questo nome. Il tutto anche a prezzi che si preannunciano decisamente abbordabili.
Anche in questa occasione, voglio confermare la mia “conversone” (e non solo mia, se penso ad altri soci della mia associazione Nuvistorclub), o quanto meno apprezzamento e accettazione, delle amplificazioni in classe D. Alle quali, prima di conoscere AudioLai, la mia “religione” di audiofilo e autocostruttore era decisamente contraria. Diciamo che sono stato piuttosto folgorato sulla via di Damasco, pardon, di AudioLai.


Dico subito che un diffusore bass-reflex, specialmente con condotto anteriore, riesce spesso ad essere più gradito, più “eufonico” di altre tipologie, come cassa chiusa, labirinto, open baffle e quant’altro. Ma qui non siamo di fronte ai frequenti diffusori che recano una fessura più o meno ampia sul lato anteriore. Qualcuno potrebbe pensare che dietro l’apertura anteriore ci sia un condotto di accordo con la parte frontale ampia quanto la fessura, raccordato all’interno del diffusore con un tubo vero e proprio, in modo simile agli accessori delle aspirapolvere domestiche. Niente di tutto questo! Ovviamente non riuscirò mai a sapere come siano fatti nella realtà, nemmeno sotto tortura dei fratelli Lai. Ma mi basta sapere che, più o meno, il tubo di accordo delle tre Stoom ha forme e rastremazioni studiate per ottenere i risultati prefissati dai due progettisti, e intensamente sperimentate a lungo: almeno cinque anni, come mi ha confessato Stefano Lai. Cinque anni sono un lustro, quindi ci troviamo di fronte ai risultati di un lavoro di laboratorio lungo e difficile, ma che ha portato ad ottimi risultati. Come già accaduto per gli open baffle Duetto e Lura 12 e 15. Tanto per sottolineare la perseveranza e la bontà delle idee di Umberto e Stefano Lai.
I preset del DSP delle Stoom permettono di adattare la risposta alla maggior parte delle abitazioni domestiche o di lavoro ai quali sono destinate. Ciò non esclude, come per qualsiasi impianto, la necessità di una sufficiente preparazione dell’acustica ambientale, che purtroppo è un aspetto ancora troppo spesso trascurato o irrisolto nelle stanze di ascolto delle nostre case.


Gli ascolti delle Stoom
Gli ambienti appena inaugurati di Mutable Flat Lab, ancora da rifinire completamente, hanno rappresentato qualche difficoltà nella preparazioni ambientali delle tre Stoom, seppure regolate da Stefano Lai al meglio delle possibilità contingenti. Tenendo conto di questa situazione, gli ascolti hanno rivelato sorprendenti capacità acustiche, con scene musicali ben delineate e profonde. Tuttavia, la “sorella di mezzo” Stoom 8 ha evidenziato un migliore equilibrio timbrico rispetto alla sorella maggiore Stoom 12, dovuto certamente all’ambiente necessariamente più ampio ma acusticamente più problematico di quello, più piccolo, dove erano ubicate le Stoom 8. Che, in definitiva, sono state in grado di esprimere le proprie qualità in un ambiente dimensionalmente adatto, e con minori asperità acustiche ambientali rispetto alla sala dove erano installate le Stoom 12.
Come gli altri audiofili presenti, ho comunque avuto la netta sensazione di trovarmi di fronte a soluzioni in grado di dare grandi soddisfazioni nei normali ambienti domestici. Con requisiti di spazio e di costi ampiamente ragionevoli, quindi adatti alle abitazioni e alle tasche degli audiofili che difficilmente potrebbero equipaggiarsi con impianti complessi e di costi elevati.
Purtroppo, a causa della obbligata collocazione in un ambiente di passaggio, e perciò non idoneo ad un ascolto adeguato, per le Stoom 6 non è stato possibile trarre impressioni e conclusioni coerenti, se non la palese constatazione che si tratta di piccoli diffusori praticamente “all in one” adattissimi per esigenze di ascolto in ambienti di lavoro professionali.
Luciano Calvani
Nuvistorclub, aprile 2026
