16 – 17 maggio 2026, San Vincenzo (LI)
Qui la Galleria Fotografica di Audiocostruttori 2026
Finalmente! Evviva!
Lo so, non è il modo più indicato per l’apertura di un report per Audiocostruttori 2026, ma quest’anno ci sta tutto, almeno dal mio punto di vista.
La mia personale esultanza è dovuta alla partecipazione di giovani audiocostruttori poco più che ventenni o trentenni e, udite udite, della prima (spero di una lunga serie) partecipante dell’altra metà del cielo!
Come sanno tutti gli audiofili e audiocostruttori, il nostro amato ambiente da anni è ormai piuttosto “datato”, con una età media ormai stabilmente determinata da ultracinquantenni, ultrasessantenni e… ultra in genere. Tutti maschi, zero donne; o quasi. Quando da noi si parla di giovani ci si riferisce di solito ai cinquantenni, i quali, nell’epoca d’oro della autocostruzione e dell’Hi-Fi, erano considerati già “nonni”.
Potete quindi capire il mio entusiasmo quando ho ricevuto le mail di adesione da “ultraventenni” e “ultratrentenni”, che hanno drammaticamente (e finalmente!) abbassato l’età media di partecipanti, visitatori e organizzatori. In questi anni di AI, fake, troll e quanto di falso ci gira intorno, ho dovuto leggere, comprensibilmente, più volte la mail della Francesca, prima partecipante donna: non credevo alle mie ultrasettantenni pupille!
Questa mia spontanea gioia si somma a quella che ho di solito quando, ad ogni edizione di Audiocostruttori, posso osservare e ammirare i progetti e i lavori di chi ancora si cimenta con l’autocostruzione, con modalità del tutto analoghe a quelle degli anni ‘60, ‘70 e ‘80, gli “anni d’oro”, quando l’Alta Fedeltà era ancora in gran parte autocostruita per passione, ma anche per i prezzi spesso troppo elevati. Non c’era Internet, ma soltanto riviste come “CQ Elettronica”, “Radio Elettronica”, “Sperimentare”, “Nuova Elettronica” (con il suo terribile tipografo che sbagliava sempre i valori di resistenze e condensatori….) e le Application Notes dei produttori di semiconduttori e valvole. Quando cioè si partiva dalla vetronite ramata e dai singoli componenti per arrivare a qualcosa di funzionante.
Molti dei nuovi audiofili di oggi sono squattrinati come noi giovani di allora, non possono permettersi impianti sempre più costosi, e raramente hanno stimoli per l’autocostruzione. In compenso hanno a disposizione strumenti molto economici, come cuffie, auricolari, smartphone e tablet. Che non possono essere definiti “Hi-Fi”, ma certamente consentono ascolti appena sufficienti e, soprattutto, a buon mercato.
Sempre per motivi di costi, i nuovi audiofili raramente riescono a partecipare ad eventi musicali dal vivo in ambienti dedicati, dove è possibile ascoltare i veri suoni degli strumenti, e perciò capire la vera differenza tra suono reale e suono riprodotto più o meno bene. Quella che io di solito chiamo differenza tra “cotto e cucinato”.
Tra gli obiettivi del Nuvistorclub ci sono la diffusione culturale della musica dal vivo e della sua riproduzione, più fedele possibile, con impianti economicamente abbordabili o autocostruiti.
Quindi, per quello che possiamo vedere e ascoltare ad ogni edizione di “Audiocostruttori”, posso orgogliosamente affermare che abbiamo ottime speranze, tutte riposte in chi, per la passione e la musica, si rimbocca le maniche e ruba ore al sonno per ottenere risultati che, molto spesso, sono veramente sorprendenti.
Sorprendenti come in questa edizione 2026 di Audiocostruttori.
Le elevate qualità dei progetti e delle costruzioni degli undici diffusori presentati hanno ulteriormente confermato che i partecipanti al nostro evento annuale hanno ormai ben poco da invidiare ai prodotti di marchi noti e apprezzati. Ciò significa che gli appassionati non sono più semplici assemblatori di progetti propri o derivati dall’ampia bibliografia disponibile ovunque, ma veri progettisti che spesso si avventurano, con successo, in realizzazioni complesse e anche insolite. Non siamo quindi più di fronte ai lavori talvolta “brutti ma che suonano bene” del passato, ma a prototipi che ben figurerebbero negli ambienti di ascolto degli audiofili più raffinati.
Discorso analogo per le elettroniche. Da quando istituimmo l’evento Audiocostruttori, abbiamo assistito alle presentazioni di elettroniche sempre più curate meccanicamente e esteticamente, ma soprattutto di progetti evoluti e innovativi, che poco hanno da invidiare alle novità e alle nuove tendenze dei produttori più noti.
Tutto ciò ci riempie di soddisfazione, e ci rinnova ogni anno la volontà e l’energia di proseguire nella direzione che noi del Nuvistorclub abbiamo deciso di prendere tanti anni fa.
Inoltre, ci auguriamo vivamente che la partecipazione della prima donna, bellissima e inattesa sorpresa, non resti una singolarità del 2026, ma che sia la prima di altre presenze femminili nelle edizioni prossime venture. Abbiamo sempre avuto donne agli eventi organizzati da Nuvistorclub, ma finora come visitatrici al seguito degli appassionati di famiglia, spesso con spirito di sacrificio e sopportazione per questa “malattia” maschile. In questo nostro mondo di elettronica, alta fedeltà e autocostruzione, la presenza femminile non solo è gradita e necessaria, ma, e ne sono personalmente certo, anche portatrice di contributi culturali benefici, perché provenienti da punti di vista sconosciuti o trascurati dai “maschietti”.
Per il contest della rivista CHF ospitato da Audiocostruttori, quest’anno abbiamo avuto undici diffusori e quattro elettroniche, più altri lavori per l’esposizione statica e gli ascolti liberi presentati da altri partecipanti fuori contest e dai soci del Nuvistorclub.
La giuria, composta dagli ing. Pierluigi Marzullo e Marco Bonioli, e dal sig. Maurizio Longhino, a seguito degli ascolti di brani standard per tutti i partecipanti, ha decretato i migliori lavori presentati:
Primo Premio della Categoria Diffusori a Andrea Quaglia di Capannoli (Pisa), che ha presentato un progetto originale di diffusori a due vie con subwoofer attivo.
Secondo Premio della Categoria Diffusori a Simone Ramalli di Cecina (Pisa), con i suoi diffusori “In Piramide” a tre vie con cinque altoparlanti.
Premio della Categoria Elettroniche a Paolo Bellè di San Giuliano Terme (Pisa) con “Whammy”, amplificatore in classe A per cuffie.
Il Nuvistorclub ha assegnato il 1° Premio Roberto Conti, intitolato alla memoria dello storico socio del club, a Mauro Cecilia di Roma per il suo Giradischi Lenco 75 modificato, completo di plinto progettato e costruito dall’autore.
Voglio inoltre sottolineare, con grande soddisfazione degli organizzatori di Nuvistorclub, che tutti i lavori presentati dai partecipanti al contest e alla mostra statica si sono rivelati di alto livello tecnico e in gran parte anche innovativi, per progettazione e realizzazione. È un’altra dimostrazione che l’audiocostruzione in Italia è ancora viva e improntata alla sperimentazione e all’innovazione, secondo la migliore tradizione italiana.
Questi gli altri partecipanti con i progetti presentati:
- Vincenzo Bertolotti di Vallo Torinese (TO), con diffusori bipolo TQWT Tapered Quarter Wave Tube (Tubo a Quarto d’onda svasato) in push pull.
- Adriano Cagnolati di Bologna, con: “Esperimento”, diffusori 2 vie bass reflex bookshelf sperimentali, e “YYY”, diffusori bookshelf cassa chiusa con tromba.
- Leonardo Fabbri di S. Giovamni Valdarno (AR), con “Square 3”, diffusori 3 vie bass reflex bookshelf.
- Francesca Fadalti di Pordenone, con diffusori 2 vie bass reflex a dispersione controllata.
- Marco Fiesoli di Prato, con amplificatore finale JLH class A.
- Michele Gatto di San Vincenzo (LI), con “Minos PR”, diffusori tre vie con tweeter da 1″, medio a cupola da 2″, due woofer da 8″ in configurazione isobarica e doppio woofer passivo da 8″.
- Massimo Mazzetti di San Miniato (PI), con “Cortesia”, diffusori 2 vie bass reflex bookshelf.
- Mario Mingolla di Poggio Mirteto (RI), con diffusori 3 vie bass reflex con allineamento di fase.
- Mirco Minosi di Bolano (SP), con “Victory”, coppia di amplificatori monofonici.
- Vincenzo Mirarchi e Mauro Gavinelli, con “Sonar II”, Finale MOSFET classe AB da 60s su 8 Ohm.
- Michele Pescaglini di Torre del Lago (LU), con “Piccolo” e “Grande Periscopio”, diffusori a tubo PVC curvo e diffusori “Retrò” con altoparlante JBL di 13 cm diametro e scheda bluetooth amplificata .
- Luca Rocchietti di Grosso (TO), con “Resonans”, diffusori TQWT Tapered Quarter Wave Tube (Tubo a Quarto d’onda svasato) con full range e super tweeter.
- Federico Ruggieri di Roma, con Preamplificatore Buffer e Prototipo Streamer DAC con Raspberry Pi e Volumio.
- Alessandro Vongher di Firenze, con “Onken R”, diffusori 2 vie da scaffale.
In conclusione, quella del 2026 è stata una edizione che ha portato, nel nostro “stagionato” mondo di audiocostruttori e audiofili, una benefica ventata di gioventù, con la graditissima sorpresa della prima partecipante donna.
Inoltre, tutti i progetti hanno ben rappresentato la volontà sperimentale e lo spirito innovativo tipico dell’autocostruzione, peraltro sempre presente anche nelle edizioni passate, ma mai in modo così numeroso e importante.
Tutto questo ci fa vedere il presente con una luce decisamente diversa e positiva, e ben sperare per il futuro.
Arrivederci ad Audiocostruttori 2027 !
Luciano Calvani
