Diffusori attivi Pequod Metactive Vesper

Un ascolto, molte idee e qualche sorpresa

Il 5 settembre 2026, presso le sale di Music for Life a Pisa, si è svolto un incontro piuttosto particolare per alcuni soci e amici del NuvistorClub.

Non si è trattato della classica presentazione ufficiale di un nuovo prodotto, con tutto già definito e pronto per il mercato. Al contrario, l’obiettivo dell’incontro era quello di far ascoltare ad alcuni appassionati ed esperti audiofili una versione beta del prototipo Metactive Vesper di Pequod Acoustics, raccogliendo impressioni, osservazioni e critiche utili per completare la fase finale di sviluppo del diffusore.

Un vero e proprio piccolo salottino fra appassionati, quindi, nel quale l’ascolto musicale è stato soltanto il punto di partenza per discutere di acustica, progettazione, estetica e possibili sviluppi futuri.

Un ringraziamento particolare va ad Antonio Trebbi e Federico Carioligi, che ci hanno ospitato con grande disponibilità presso Music for Life, mettendo a disposizione un ambiente particolarmente adatto a questo genere di incontri.

A questo incontro ha partecipato anche il sottoscritto, Alessandro Vongher, socio del NuvistorClub e appassionato di autocostruzione, ma in questa particolare occasione anche progettista della serie attiva di diffusori Pequod Acoustics, insieme con Daniele Failli, anch’egli socio del Nuvistorclub, nella veste di costruttore dei prototipi e sperimentatore delle soluzioni tecniche.

Questa doppia veste richiede naturalmente una precisazione: non sarà quindi il sottoscritto a trarre conclusioni definitive sulle qualità sonore del sistema. Lo scopo di questo articolo è piuttosto quello di raccontare il progetto, le ragioni dell’incontro e alcune delle idee che stanno dietro alla nascita di questo diffusore. Le impressioni finali di ascolto saranno lasciate, come è giusto che sia, a Luciano Calvani.

Una breve storia di Pequod Acoustics

Pequod Acoustics nasce a Firenze come progetto di ricerca dedicato alla riproduzione sonora ad alta qualità. Fin dall’inizio l’idea è stata quella di mettere insieme competenze provenienti da settori diversi: progettazione acustica, trasduttori professionali, elettronica e costruzione in materiali compositi.

Una parte importante della filosofia Pequod è legata proprio alla costruzione dei cabinet. L’impiego di materiali compositi permette di ottenere forme, rigidità e caratteristiche strutturali difficilmente raggiungibili con le tradizionali costruzioni in legno.

Il progetto Pequod è stato sviluppato attraverso anni di ricerca e sperimentazione sui sistemi ad alta efficienza e sui diffusori destinati al settore professionale, per poi sviluppare soluzioni rivolte anche all’utilizzo domestico di alto livello.

Da questa esperienza nasce una filosofia che cerca di combinare la qualità e la raffinatezza richieste dall’audiofilo con la dinamica, la sensibilità e la capacità di pressione sonora proprie del mondo professionale.

È all’interno di questa filosofia che si colloca la nuova Metactive Vesper.

La Vesper non è in realtà un progetto completamente nuovo per Pequod. Il diffusore è già disponibile anche in configurazioni passive e biamplificate.

La Metactive Vesper rappresenta però un’evoluzione specifica del progetto e non semplicemente l’aggiunta di amplificatori e DSP alla versione esistente.

La possibilità di disporre di amplificazione dedicata e di un DSP integrato ha infatti permesso di ripensare alcuni aspetti fondamentali del sistema, a partire dalle frequenze di incrocio e dalla gestione della sezione a bassa frequenza.

La versione Metactive utilizza quindi un trasduttore per la via bassa scelto e dimensionato proprio per poter sfruttare l’abbondante riserva di potenza disponibile, permettendo al DSP di intervenire in modo molto più libero sulla risposta complessiva del diffusore.

Il risultato è un sistema attivo a tre vie nel quale ogni sezione dispone della propria amplificazione e nel quale il comportamento acustico non è più vincolato, come avviene inevitabilmente in un sistema passivo, dalle perdite e dai limiti dei componenti del crossover.

La sezione delle basse frequenze utilizza un woofer da 12 pollici, caricato in sospensione pneumatica, mentre la parte superiore impiega un sistema coassiale da 5 pollici in caricamento aperiodico.

Tutto il filtraggio è affidato al DSP interno, che utilizza filtri FIR, mentre l’amplificazione è realizzata con moduli Pascal Audio in classe D.

La potenza disponibile è decisamente abbondante per un diffusore di queste dimensioni: circa 1000 watt dedicati al woofer e 250 watt per le vie superiori.

Numeri che, letti semplicemente su una scheda tecnica, possono sembrare quasi eccessivi per un sistema destinato anche all’utilizzo domestico. Durante l’incontro pisano, però, qualcuno dei presenti ha avuto modo di verificare che questa riserva di potenza non è stata inserita soltanto per fare bella figura nelle specifiche.

Un mobile decisamente… alieno

Una delle prime cose che colpiscono osservando la Metactive Vesper è certamente la forma.

Difficile definirla convenzionale.

Le superfici curve e le geometrie organiche del cabinet possono apparire quasi aliene rispetto al classico parallelepipedo che siamo abituati ad associare a un diffusore Hi-Fi.

In questo caso, tuttavia, il design non nasce semplicemente dalla volontà di creare un oggetto particolare. Le forme sono principalmente il risultato di precise esigenze acustiche e strutturali.

Il mobile è realizzato interamente in vetroresina con caratteristiche ignifughe, utilizzando una costruzione in materiale composito che permette di ottenere forme difficilmente realizzabili con i tradizionali pannelli in legno.

L’assenza di grandi superfici piane parallele contribuisce a ridurre la formazione di risonanze interne, mentre la struttura in composito consente di ottenere un cabinet estremamente rigido.

Naturalmente anche l’aspetto estetico è importante, e sarà proprio uno degli argomenti sui quali Pequod raccoglierà ulteriori suggerimenti prima della definitiva industrializzazione del prodotto.

Il prototipo ascoltato a Pisa è infatti ancora in una fase di affinamento e certificazione elettrica: proprio per questo motivo il giudizio e le osservazioni dei presenti hanno assunto un valore particolarmente interessante.

Hi-Fi in salotto… oppure musica in piscina?

Uno degli aspetti che rendono piuttosto particolare la filosofia della Vesper è la possibilità di modificarne il comportamento attraverso una serie di preset.

L’idea è semplice: il diffusore può essere utilizzato per un ascolto tipicamente Home Hi-Fi, con impostazioni dedicate all’alta fedeltà, ma può anche essere configurato in modo più deciso per situazioni nelle quali viene richiesta maggiore pressione sonora.

In teoria, quindi, il proprietario potrebbe utilizzare le Vesper nella propria sala d’ascolto e, cambiando configurazione, spostarle successivamente per sonorizzare una festa in piscina.

Una versatilità che può sembrare quasi insolita nel mondo dell’alta fedeltà tradizionale, dove spesso un diffusore viene progettato per uno specifico ambiente e un preciso tipo di utilizzo.

La filosofia Pequod è invece quella di non separare necessariamente il mondo Hi-End da quello professionale: qualità timbrica, capacità dinamica e riserva di potenza possono convivere nello stesso sistema.

L’ambiente di ascolto

Per l’ascolto presso Music for Life si è volutamente scelto un approccio abbastanza realistico.

La stanza utilizzata non è stata trasformata in una camera anecoica e nemmeno in un ambiente pesantemente trattato acusticamente. L’idea era piuttosto quella di avvicinarsi alle condizioni che un utilizzatore potrebbe realmente incontrare in una normale abitazione.

Una scelta che diventa particolarmente interessante considerando la filosofia di emissione del sistema.

La Metactive Vesper presenta infatti una copertura nominale di circa 70 gradi, valore che contribuisce a limitare la quantità di energia inviata direttamente verso le superfici laterali dell’ambiente.

Questo tipo di controllo della direttività è un argomento che da molti anni viene studiato anche da progettisti e ricercatori come Earl Geddes, il cui lavoro ha evidenziato l’importanza delle prime riflessioni nel determinare la percezione dell’immagine sonora.

Un diffusore capace di controllare in maniera coerente la propria dispersione può quindi ridurre l’energia delle riflessioni più problematiche, senza necessariamente trasformare l’ambiente in una stanza completamente assorbente.

Naturalmente, nessun diffusore può eliminare completamente l’influenza della stanza. Ma cercare di controllare ciò che viene irradiato verso l’ambiente rappresenta un approccio diverso rispetto al tentativo di correggere tutto esclusivamente dopo che il suono ha già incontrato pareti, pavimento e soffitto.

Un incontro fra appassionati

La parte forse più interessante della giornata non è stata soltanto l’ascolto del prototipo.

Eravamo in dieci, tutti appassionati con esperienze e sensibilità diverse, e questo ha permesso di trasformare la sessione in qualcosa di molto più utile di una semplice dimostrazione.

Dopo gli ascolti più propriamente Hi-Fi, si è deciso anche di esplorare alcune delle configurazioni più estreme previste per l’utilizzo professionale.

Ed è stato probabilmente in questo momento che le dimensioni relativamente compatte della Vesper hanno iniziato a ingannare i presenti.

La capacità di pressione sonora ottenibile da una coppia di questi diffusori ha infatti suscitato non poco stupore.

Una dinamica e una brutalità che appartengono chiaramente al mondo dei sistemi professionali, ma ottenute da due diffusori che, osservati semplicemente dall’esterno, non sembrerebbero promettere una tale capacità.

È stato quindi un ascolto fatto certamente di musica, ma anche di discussioni, confronti e domande.

Proprio quello che Pequod cercava.

Non una presentazione con un prodotto già dichiarato definitivo, ma la possibilità di mettere il prototipo davanti a persone abituate ad ascoltare, confrontare e discutere di riproduzione sonora.

Le osservazioni raccolte durante la giornata contribuiranno ora alle ultime fasi di affinamento del progetto, sia dal punto di vista acustico sia per quanto riguarda l’estetica e la configurazione finale del sistema.

E, a questo punto, la parola può finalmente passare a chi ha ascoltato le Metactive Vesper non con il cappello del progettista, ma con quello dell’audiofilo.

Alessandro Vongher

Impressioni di ascolto

La scelta di realizzare un diffusore che suoni bene in ambiente domestico, o comunque chiuso da sei pareti, e altrettanto bene all’aperto fino a poco tempo fa apparteneva alla categoria dei buoni propositi che si fanno a Natale e Pasqua, e che sistematicamente vengono elusi o falliti, per mancanza di capacità o di propositi concreti.

Stavolta mi sembra che i propositi “natalizi” del duo Vongher – Failli siano stati attuati con successo. L’aspetto “marziano” di questa coppia di diffusori non deve trarre in inganno, è voluto e funzionale per ottenere ciò che si voleva dal progetto, senza cadere in forme belle da Art Decò, buone per qualche film di fantascienza con Flash Gordon, ma poco o nulla determinanti per la qualità della riproduzione. Ogni riferimento a certi diffusori reali è puramente casuale.

L’intenzionale flessibilità di impiego dei Pequod Metactive Vesper avrà, presumo, in qualche modo costretto i nostri due progettisti ad implementare amplificazione in classe D con DSP e affini.

Ohibò, classe D!

I miei amici audiofili e autocostruttori sanno bene che, fino ad alcuni anni fa, la mia religione di autocostruttore e audiofilo era contraria agli amplificatori in classe D, ai quali mi opponevo come gli assediati di un castello medievale, quando rovesciavano sul nemico amplificatori in classe AB, e roventi finali valvolari o in classe A (l’olio bollente costa anche di più).

Ma un giorno, e anche in altre occasioni successive, sono rimasto folgorato sulla via di Damasco. Per le prime volte in vita mia, dopo tanti amplificatori in classe AB, A, valvolari PP e OTL, MOSFET, SE e chi più ne ha più ne metta, ho ascoltato qualcosa che ha piegato e convertito il mio credo teoaudiologico: amplificatori in classe D che suonavano bene, anzi strabene, come tutti gli altri eccellenti che conoscevo.

Non più un freddi, rigidi e categorici riproduttori di suoni, ma qualcosa di piacevole, non stancante, che non infieriva nelle orecchie, che si facevano voler bene. Anche con diffusori non proprio facili e docili.

Certo, non eufonico come i caldi valvolari e MOSFET, o i classe A e AB di britannico carattere, ma piacevole come loro, con dettagli e scene musicali che, per esempio, certe macchine concepite nei pub britannici dopo qualche pinta di birra, non riescono sempre ad offrirci.

Ecco, questi diffusori amplificati concepiti da Alessandro Vongher e realizzati con Daniele Failli rientrano nei miei eletti figlioli prodighi della classe D.

Certo, come tutti i “D” di questo mondo, anche questi Pequod devono essere ammansiti ed educati da DSP o equalizzatori, come hanno opportunamente fatto Alessandro a Daniele. Con il risultato che, durante gli ascolti ai quali ho partecipato, questi un po’ avveniristici diffusori non hanno fatto una piega neanche con brani che avrebbero fatto fare figuracce da fonovaligia a tanti altri diffusori (anche di brand non sempre meritatamente blasonati e venerati).

Complice anche un fattore di smorzamento a due-tre zeri, sconosciuto ai comuni amplificatori mortali, vintage o meno, che amiamo un po’ tutti. Ma la bontà del concepimento di queste (non me ne vogliano i due progettisti!) “giraffe” amplificate fa sì che personalmente non avrei voluto interrompere gli ascolti, anche con brani terrificanti, e neppure se si fosse presentata in persona Venere dopo il bagno.

Conclusione? Un lavoro veramente ben pensato, ben fatto, ben dimensionato e strutturato, con un tuning che raramente è veramente ottimale come in questo caso.

Complimenti.

Luciano Calvani

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